L’Unione europea (UE) apporta miglioramenti alle norme sull’etichettatura dei prodotti alimentari affinché il consumatore riceva informazioni essenziali, leggibili e comprensibili per effettuare acquisti consapevoli. Per ragioni di salute pubblica le nuove norme rafforzano la protezione contro gli allergeni.

Forniamo servizi a misura delle necessità del nostro cliente rifacendoci alle disposizioni comunitarie inerenti l'etichettatura di alimenti nell'UE e relativi recepimenti delle stesse in Italia.

I nostri servizi si applicano a tutti i confezionamenti relativi a: confetture, formaggi, latticini, derivati del latte, miele, pappa reale, propoli, salumi, insaccati, succhi di frutta, distillati, liquori, vino, birra, olio extravergine d'oliva, olio d'oliva, olio di sansa, pasta all'uovo, pasta, pane, dolci, dolciumi, carne, legumi, cereali. 

Possiamo supportare il cliente non solo dal punto di vista normativo, ma anche dal punto di vista del design e della stampa dell'etichetta in quanto disponiamo di validi collaboratori con esperienza nella stampa di carta per packaging.

Per qualsiasi informazione contattateci telefonicamente al +39-328-0688618 oppure via email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

RECENTI DISPOSIZIONI EUROPEE

Etichette più chiare, comprensibili e trasparenti per consentire ai consumatori europei di fare delle scelte consapevoli al momento dell'acquisto di un alimento.

Da sabato 13 dicembre 2014, grazie al Regolamento UE 1169/2011, cambia il sistema di etichettature degli alimenti in Europa. Ne beneficiano i cittadini dell'Unione che potranno comprendere meglio le informazioni sui prodotti perchè dovranno essere usati caratteri più grandi, più evidenza alla presenza di sostanze allergizzanti, maggior chiarezza su data di congelamento o scadenza.


Cosa cambia

La nuova legislazione stabilisce principi generali per l'etichettatura degli alimenti e prevede prescrizioni più specifiche che comprendono, ad esempio:

  • migliore leggibilità delle informazioni (dimensione minima dei caratteri per le informazioni obbligatorie);
  • presentazione più chiara e armonica (tipo e stile del carattere o colore di sfondo) degli allergeni nell'elenco degli ingredienti per gli alimenti preconfezionati;
  • obbligatorietà delle informazioni sugli allergeni per gli alimenti non preconfezionati, compresi quelli di ristoranti e bar;
  • obbligo di fornire determinate informazioni nutrizionali per la maggior parte degli alimenti trasformati preconfezionati;
  • obbligatorietà delle informazioni sull'origine delle carni fresche di suini, ovini, caprini e pollame;
  • identiche prescrizioni in tema di etichettatura per gli acquisti online, a distanza o in negozio;
  • elenco dei nanomateriali ingegnerizzati negli ingredienti;
  • informazioni specifiche sull’origine vegetale di oli e grassi raffinati;
  • norme più rigorose per impedire pratiche ingannevoli;
  • indicazione del prodotto di sostituzione per i prodotti alimentari «d'imitazione»;
  • chiara indicazione «tagli di carne combinati» o «tagli di pesce combinati»; nonché chiara indicazione dei prodotti scongelati.



Mai più caratteri microscopici

Una delle questioni fondamentali affrontate dalla nuova normativa riguarda la dimensione minima dei caratteri per le informazioni obbligatorie che devono essere scritte in etichetta con una dimensione minima di almeno 1,2 mm (o 0,9 nel caso di confezioni piccole) per rendere più facile la lettura.

Inoltre, la data di scadenza deve essere riportata su ogni singola porzione preconfezionata e non più solo sulla confezione esterna. Viene inoltre stabilito che informazioni come slogan pubblicitari non creino confusione con la presentazione delle informazioni obbligatorie.

  

Più tutele per le persone allergiche

I 2 milioni e mezzo di italiani che soffrono di allergie e intolleranze possono stare più tranquille. E' soprattutto a loro che si indirizzano le nuove norme. Gli operatori del settore dovranno infatti obbligatoriamente indicare le sostanze allergizzanti o che procurano intolleranze (come derivati del grano e cereali contenenti glutine, sedano, crostacei, anidride solforosa, latticini contenenti lattosio) con maggiore evidenza rispetto alle altre informazioni, utilizzando soluzioni grafiche oppure sottolineandole o mettendole in grassetto nella lista degli ingredienti. Anche i ristoranti e le attività di somministrazione di alimenti e bevande devono comunicare gli allergeni, tramite adeguati supporti (menù, cartello, lavagna o registro), ben visibili al consumatore.

  

Più informazioni sull'origine degli alimenti

Le nuove norme confermano l'attuale disciplina e cioè che l'indicazione del paese d'origine o del luogo di provenienza dei prodotti alimentari è volontaria, a meno che la sua assenza possa indurre in errore il consumatore. Ma il regolamento introduce l'obbligo dell'etichettatura d'origine per le carni fresche di ovini, caprini, suini e pollame, analogamente a quanto già avviene per le carni bovine.

Il paese d'origine o il luogo di provenienza degli ingredienti principali va indicato qualora tali ingredienti provengano da un luogo diverso da quello del prodotto finito. Ad esempio il burro prodotto in Italia da latte danese deve essere etichettato quale "prodotto in Italia da latte danese". Queste regole tuteleranno i consumatori contro indicazioni d'origine fuorvianti e garantiranno parità di condizioni tra gli operatori del settore alimentare.

  

Autenticità degli alimenti e lotta alla contraffazione

Adulterare una bevanda o suggerire una falsa origine di un prodotto è un elemento che preoccupa fortemente i consumatori europei e le autorità nazionali. Le nuove regole faranno sì che, qualora un alimento non sia ciò che sembra, le informazioni fornite evitino che i consumatori vengano tratti in inganno dalla presentazione o dall'aspetto del prodotto.

Se determinati ingredienti, che normalmente dovrebbero essere nell'alimento, vengono sostituiti da altri, come nel caso dei sostituti del formaggio, l'ingrediente impiegato va specificato accanto al nome del prodotto, utilizzando caratteri adeguati.

Per quanto concerne le carni e i prodotti della pesca, verranno fornite informazioni ben visibili sull'aggiunta di acqua o di proteine di origine animale diversa. Tali alimenti saranno inoltre identificati sull'etichetta quali "tagli di carne combinati" o "tagli di pesce combinati" qualora sembrino essere prodotti da un unico taglio di carne o pesce nonostante consistano di parti diverse combinate assieme.

Per gli alimenti che indicano o suggeriscono un'origine falsa, le nuove regole stabiliscono criteri per garantire che le indicazioni d'origine volontarie non traggano in inganno i consumatori. Gli operatori che riportano indicazioni relative all'origine del prodotto devono fornire informazioni aggiuntive per consentire ai consumatori di sapere da dove provengono gli ingredienti che caratterizzano l'alimento, e non solo l'ultimo paese in cui questo è stato trasformato.

  

Nuove etichette dal 13 dicembre 2014

Il Regolamento UE stabilisce che le nuove etichette siano ben evidenti sui prodotti alimentari già dal 13 dicembre 2014, anche perchè l’industria alimentare ha avuto un periodo transitorio di tre anni. Tuttavia sarà ancora possibile trovare sul mercato prodotti etichettati secondo le vecchie norme, dato che il regolamento prevede che si esauriscano le scorte di prodotti alimentari commercializzati o etichettati prima del 13 dicembre 2014.

Per saperne di più:
Il nuovo regolamento UE sul sito della Commissione europea [EN]

 

ATTI

Regolamento (UE) n. 1169/2011 entrato in vigore il 12.12.2011 pubblicato sulla GU L 304 del 22.11.2011

Regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, che modifica i regolamenti (CE) n. 1924/2006 e (CE) n. 1925/2006 Parlamento europeo e del Consiglio e abroga la direttiva 87/250/CEE della Commissione, la direttiva 90/496/CEE del Consiglio, la direttiva 1999/10/CE della Commissione, la direttiva 2000/13/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, le direttive 2002/67/CE e 2008/5/CE della Commissione e il regolamento (CE) n. 608/2004 della Commissione.

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